Non c’e’ ovvieta’ nel basket… in trasferta ancor meno!

Abituarsi alle vittorie non vuol dire dare per scontato il risultato

Attributi di casa Acegas...

L’Acegas Trieste continua la sua marcia da capolista della Division, espugna il campo di Santarcangelo dopo una gara intensissima, ma evidentemente questo non basta; aleggia in alcuni il pensiero dominante del successo garantito, figlio di numeri e di una classifica che parla chiaro. E saranno proprio i numeri ad inchiodare gli “assuefatti”, dando invece pieni meriti ad un ennesima dimostrazione di solidita’ mentale e caratura morale del gruppo di coach Dalmasson.

Gli Angels di Santarcangelo venivano da una vittoria esterna contro Perugia (vi dice niente?), con un ruolino interno stagionale di 2 vinte e 4 perse che non rendono assolutamente giustizia: 495 canestri fatti e 505 subiti stanno a significare che la squadra di coach Padovano ha perso lo “scout rosa” dei vincenti solo per sfumature, dimostrando poi di essere solidi anche fuori dalle mura amiche perdendo di soli 2 punti contro la corazzata Omegna. Non bastasse, giocare da neo-promossa regala serenita’ a chi deve fare basket nel rettangolo parchettato, con l’entusiasmo post Perugia e un’Acegas priva di Alfredo Moruzzi, cestista che si sente quando manca, un collante insostituibile per Dalmasson.

Sapete poi cosa vuol dire andare inopinatamente sotto di 14 punti in trasferta nel terzo quarto, subendo un parziale di 19 a 2 su contropiedi a ripetizione? La morte psico-cerebrale di un atleta, un investimento da Tir in corsa con omissione di soccorso. Ed e’ qui che coach Dalmasson esaspera filosoficamente il concetto decretando la vittoria come la piu’ bella di questa stagione; e’ giusto, posto che tutto quello che ha portato al meno 14 e’ ascritto a chiare mancanze dei suoi uomini, ma l’aver reagito in quel modo, mostrando la bella copia rispetto al finale di Capo d’Orlando, e’ veramente un patto di rispetto fra coach-giocatori-citta’!

Permettete poi una digressione su un altro gioiellino che sta nascendo in casa Acegas: Michele Ruzzier. Quando un giocatore sfrutta l’occasione (vedi quintetto base nelle ultime uscite), vuol dire che, a prescindere, e’ un predestinato, uno con una personalita’ che valica categorie e avversari; anche qui pero’ non si veda solo quello che e’ in vetrina, il rendimento del play scuola Azzurra e’ da condividere con gli “angeli custodi” come compagni di reparto, giocatori come Carra e Zaccariello che regalano tranquillita’ con la loro leadership: insomma, per usare un gergo moderno “facebookano”, lo scout di Ruzzier e’ taggato anche ai due colleghi di reparto.

Ora la sfida piu’ difficile, dopo tre giorni si torna in campo contro la ferita Casalpusterlengo dell’ex Marco Contento, in un momento delicatissimo della stagione in cui Trieste deve decidere se prendere il volo o vivere di rendita su quanto seminato; l’impressione e’ che quando i biancorossi guarderanno le tribune del Palatrieste domenica, un solo obiettivo sara’ adeguato allo stato d’animo: vincere!

Raffaele Baldini

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Pubblicato il dicembre 8, 2011 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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